Skip to main content

Questa seconda sezione include i progetti dedicati alla raccolta di evidenze e finzioni (sonore, visive, cinematiche, audiovisive) direttamente o meno riconducibili al Covid-19, da selezionare, archiviare e così istituire un corpus dedicato.

L’imperativo a “continuare a guardare”, preso a prestito da Dick, in un momento accostabile alle cesure e alle rotture delle catastrofi, proprie di pandemie e dei disastri ambientali del passato, dei conflitti bellici, degli spettri e dei rimossi della società, dei mondi distopici e degli immaginari fantascientifici, è qui orientato alla rete e alle infrastrutture di comunicazione come luoghi di mediazione e connessione con archivi “orbitanti” attorno alle nostre teste (proseguendo con la metafora dickiana).

Nei progetti che popolano questa seconda sezione, la riflessione analitica, storiografica e archivistica si appella a fondi, collezioni, corpora e artefatti preesistenti e qui raccolti o riproposti lungo inedite disposizioni e forme.

L’invito è a selezionare evidenze documentarie del Covid-19 (estratte dal mare magnum dei discorsi sonori, visivi e audiovisivi prodotti lungo la fase 1) e/o finzioni coeve o del passato (film, serialità televisiva, ma anche fotografie, fumetti, paratesti, ecc.) direttamente o meno correlabili all’esperienza del Covid-19. In termini operativi equivale a cogliere le riserve audiovisive come un bacino di enunciati ed estratti da riconsiderare, comparare, confrontare al fine di attribuire loro significati e aderenze inaspettate con il presente.

Schlemmer Collection

Emergenze: Frame collection e temporalità ritrovate (di Matteo Barbina)

La cura Covid

La “super-violenza” vista dalla quarantena (di Alfonso Blasina)

Da Siegel a Carpenter

La pandemia attraverso l’immaginario cinematografico (di Luciano Ranaldi)

American Red Cross work on mutilès at Paris, 1918

Rebuilding an identity through a mask (di Rachele Venuto)